Toscolano Maderno
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Toscolano Maderno Il cuore del Garda.......

La Valle delle Cartiere
 
Il paesaggio suggestivo e la ricchezza delle testimonianze che attestano la produzione cartaria di un tempo fanno della Valle delle Cartiere, a Toscolano Maderno, uno degli ambienti più originali nel territorio del Parco Alto Garda Bresciano e una fra le più interessanti aree archeologico-industriali in Italia.

La Valle, polo produttivo di rilievo nel periodo del dominio veneto, assunse la sua fisionomia industriale nel secondo Ottocento, quando fu tracciata una nuova strada e le fabbriche aggiornarono le loro tecnologie.A partire dal XX secolo  si assiste tuttavia al progressivo abbandono della Valle.

La produzione cartaria si sposta in un nuovo stabilimento sulla riva del lago, dove continua tuttora, e dagli anni Trenta le cartiere della Valle riducono la loro attività sino a cessarla definitivamente tre decenni più tardi. Il piccolo edificio che ospitava la portineria dello stabilimento di Maina Inferiore viene individuato come la sede più idonea per organizzare un "Museo della Carta".

Il restauro ha permesso di realizzare un percorso espositivo che si articola in diversi spazi, in cui si raccolgono materiali documentari, fotografie, reperti e ricostruzioni che illustrano il ciclo di fabbricazione, esemplari e strumenti dell'arte della filigrana.
 

 

La Valle delle Cartiere

 
 

Non si è costretti a spendere un gran numero di parole per illustrare l'enorme interesse offerto dal percorso che, risalendo la Valle delle Cartiere, permette di inserirsi, attraverso un sentiero di raccordo che conduce a Gaino (m.274), nella Valle delle Camerate. Da qui ci si può proiettare verso il Pizzocolo (m.1.581). Punto di partenza è il ponte di Toscolano, che sovrasta l'omonimo torrente.
Si prosegue, quindi, in direzione Ovest, risalendo la Valle che, in passato, ha ospitato un numero assai elevato di industrie cartarie, fi no a incrociare la località Gatto, poco prima di Luseti.
La strada sterrata costeggia siti suggestivi, che hanno espresso la secolare storia dell'industria gardesana della carta: le Garde, Maina Inferiore, Maina Superiore, Vago e Caneto.
Più in là, si incontrano Contrada e Covoli.
Nomi importanti, quindi, noti ai Dogi della Serenissima Repubblica di Venezia ed ai reali di Spagna che, da alcuni di questi stabilimenti, acquistavano il prezioso materiale su cui registrare gli atti uffi ciali.
Un'industria, quella della carta, che nella valle del torrente Toscolano, ha scritto una secolare storia, dando vita ad un'economia che ha accompagnato contemporaneamente allo sviluppo della località l'imprenditorialità di coloro che si cimentavano nella produzione, nonché il salario per le famiglie i cui componenti, in numero massiccio, facevano riferimento alla presenza di questo grande apparato manifatturiero per garantirsi un reddito da lavoro.
Più a monte, nella Valle delle Camerate, giace un altro nucleo di edifici, a testimonianza della passata operatività di fucine e mulini: pure questi ruderi ritengono di avere diritto a maggiore attenzione.
Che la Valle delle Cartiere vada fortunatamente nella direzione di una rivalutazione specifica e meritata lo si intuisce dalle novità maturate lo scorso autunno.
La prima riguarda il piccolo edificio di Maina Inferiore: uno stabilimento che protrasse la sua attività fi no agli anni Sessanta del secolo scorso.
Ebbene, i locali nei quali un tempo era ospitata la portineria dello stabilimento sono ora divenuti sede del "Museo della Carta".
L'iniziativa è stata incoraggiata dalla Cartiera di Toscolano e supportata dal Comune e dalla Provincia.
Alla realizzazione del Museo ha contribuito con forte convinzione e grande merito il "Gruppo Lavoratori Anziani Cartiera di Toscolano".
Notevole il richiamo di questo percorso espositivo, articolato in superfici che offrono alla lettura del visitatore immagini e reperti, strumenti e ricostruzioni del ciclo di fabbricazione che scandiva le operazioni dell'arte cartaria.
Il Museo è aperto dal 15 giugno al 15 settembre nei pomeriggi di martedì, giovedì e sabato dalle ore 15 alle 18.
L'ingresso è libero.
E' possibile compiervi un percorso che si concentra su quattro aspetti fondamentali: la memoria ed il ricordo (due sale disposte al piano terra), seguite dalla fabbricazione e dalla fi ligrana (al primo piano).
E non mancano le stimolanti curiosità.
Come l'esemplare delle "mille lire" stampate nel 1948. All'epoca, a Toscolano si produceva ancora la carta moneta.
O un "compasso" dell'800, utilizzato per tracciare le "pulegge".
Ma si possono osservare anche macchinari particolari, specifici nel processo di produzione della carta: dalla "calandra satinatrice" al "cilindro olandese, dalla "depuratrice" del 1920 alla "taglierina" o alla "molazza", utilizzata fi no a poco tempo fa per triturare la materia prima.


L'arte di fare la carta

All'inaugurazione del Museo ha fatto eco un secondo rimarchevole avvenimento: la campagna di scavo eseguita a poca distanza, in località Gatto.
I lavori hanno favorito il riaffi orare dei resti di un'antica cartiera.
Si tratta di quattro distinti locali, seppelliti fi no a pochi mesi orsono da terriccio e pietrame.
Tre settimane di fatica hanno consentito di sgomberare gli spazi, restituendo alla luce i resti dell'edificio.
La manodopera è stata prestata in buona parte a titolo gratuito dalle Guardie Ecologiche Volontarie e dal "Gruppo Amici dello Sport e dell'Ambiente del Parco".
Un intervento, quello realizzato al Gatto, affidato dal Comune di Toscolano Maderno alla Associazione Storico Archeologica della Riviera, sotto la direzione dell'archeologo Giampietro Brogiolo e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di Brescia.
Impegnati nei lavori di scavo, per tre settimane, si sono avvicendati alcuni studenti dell'Università di Padova, sotto la direzione di Lisa Cervigni.
I lavori hanno puntato sulla pulizia dei piani d'uso, lo svuotamento delle canalette e il consolidamento generale.
La cartiera probabilmente abbandonata tre secoli or sono risale al XVI° secolo e, nel corso dei secoli, ha accusato alcuni crolli.
Propone un complesso formato da quattro spazi, con archi, muri, pavimenti, canalette, due seriole parallele ed ulteriori stratificazioni che consentono di individuare la consueta operatività di uno stabilimento di questo genere.
Un'opera importante, quindi, addirittura la prima di questo genere eseguita in tura la prima di questo genere eseguita in provincia di Brescia.
E una prospettiva: quella di non arrestarsi al risultato maturato fino ad ora, che pure è considerevole, ma di proseguire nella direzione di un esito complessivo che tuteli il fascino della Valle delle Cartiere per intero.
Un fascino rappresentato dagli storici edifici destinati a dare vita ad un parco archeologico industriale, accompagnato dall'auspicio che questi rimangano inseriti nel peculiare paesaggio che li attornia, distribuiti tra i suggestivi percorsi e la caratteristica vegetazione.
Elementi indispensabili a connotarne un armonico insieme.

 

Testo: Bruno Festa

Foto: Lagodigardamagazine.com®

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